CREMAZIONI. III COMM: COMITATO BEIVARS CHIEDE RIDUZIONE NUMERO A UDINE
(ACON) Trieste, 2 nov - Ridurre il numero massimo di cremazioni
previste nel nuovo impianto di Paderno di Udine e dotare la
regione di un piano di coordinamento del settore. Sono le
richieste illustrate dal comitato Beivars vive alla III
Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Carlo
Bolzonello (Fedriga presidente), riunita per l'audizione sulla
petizione che ha raccolto oltre 3mila firme.
Al centro del confronto, il dimensionamento dell'impianto, per il
quale sono previste fino a 8mila cremazioni annue. Per
l'assessore regionale Riccardo Riccardi, il nodo da sciogliere è
anzitutto contrattuale: "Il Comune di Udine può modificare
quell'obbligazione contrattuale? Se la risposta è sì, la partita
è ancora aperta".
A illustrare le ragioni della petizione sono stati Antonella
Eloisa Gatta, Daniele Romanello e Fabrizio Vicario, che hanno
ripercorso le preoccupazioni dei residenti udinesi di
Beivars-Godia. "Il comitato - hanno affermato - non chiede la
rimozione dell'impianto, ma ne contestiamo il
sovradimensionamento rispetto alle necessità del territorio".
Accanto alle emissioni, sulle quali i tecnici di Arpa hanno
fornito rassicurazioni riferendo di "parametri misurati molto
bassi e della prosecuzione dei controlli", gli auditi hanno
sollevato il problema del traffico generato dai carri funebri:
"Le ricadute riguarderebbero un'area densamente abitata e la
viabilità in prossimità del polo scolastico Bearzi".
Sul numero di cremazioni, nel corso dell'audizione sono state
indicate soglie diverse: 4mila all'anno come possibile livello
accettabile e 2.400 come limite richiesto dal comitato. Gli
auditi hanno inoltre proposto "un piano di coordinamento
regionale, richiamando le esperienze di Veneto e Trentino-Alto
Adige".
Una proposta condivisa da Massimiliano Pozzo (Pd), che ha
tuttavia espresso dubbi "sulla possibilità di introdurre norme
che impediscano alle famiglie di riportare nel proprio territorio
la salma di un congiunto per la cremazione".
Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) ha chiesto se "il
comitato avesse esaminato la legge 182/2025 e le possibili tutele
rispetto al cosiddetto turismo delle salme". Vicario ha risposto
che "il testo era già stato analizzato con l'amministrazione
comunale di Udine prima dell'approvazione definitiva, ma non era
sufficientemente chiaro sul tema dei limiti".
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha definito la vicenda
"tragica", ricordando che "durante il mio mandato da sindaco di
Udine era stata prevista la riqualificazione dell'impianto
esistente, evitando ulteriore consumo di suolo agricolo". Il
consigliere ha inoltre chiesto chiarimenti "sulla natura
economica dell'operazione e sulle tariffe applicate", che Vicario
ha indicato come "in linea con quelle di altri impianti".
Per Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), "il nuovo insediamento
è frutto di una decisione caduta dall'alto", mentre Simona
Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha evidanziato che
"oltre 3mila firme indicano la forte preoccupazione dei
residenti".
Alberto Budai (Lega) è intervenuto sulla quantificazione del
fabbisogno, chiedendo "se la soglia di 2.400 cremazioni sia
adeguata e quale margine di riserva sia stato considerato".
Vicario ha richiamato "la presenza di due linee di attività e il
piano economico-finanziario dell'investitore, che individua in
2.348 cremazioni il livello necessario a raggiungere l'equilibrio
economico, con un margine di redditività". Da qui
l'interrogativo, sollevato anche da Manuela Celotti (Pd), "sulle
ragioni del dimensionamento a 8mila cremazioni, calcolato su
dodici ore di attività delle due linee nel documento richiamato
durante l'audizione".
Nelle conclusioni Riccardi ha ricondotto la questione al rapporto
tra domanda, offerta e obblighi assunti dal Comune, titolare del
procedimento e concedente. "Se l'offerta risulta doppia rispetto
alla domanda - ha osservato - è ragionevole cercare di contenerla
in misura coerente con il fabbisogno. Occorre, però, verificare
se l'amministrazione comunale possa rivedere la concessione e a
quali condizioni giuridiche". È questo, secondo l'assessore, il
passaggio preliminare per valutare concretamente il
ridimensionamento.
ACON/RM-rcm